In questi anni nella nostra provincia si è sviluppato un importante movimento che ha portato alla nascita di molte associazioni tra famigliari di persone disabili e/o di volontari, quasi tutte legate ai territori di appartenenza e talvolta con un piccolo numero di associati.
Lo scorso dicembre 22 di queste associazioni ed alcuni singoli genitori hanno fondato il "Coordinamento Bergamasco per l'Integrazione". Si tratta di realtà e persone tutte impegnate da anni in Bergamo e provincia sui temi della promozione sociale della persona disabile e della sua famiglia nei diversi contesti di vita e nelle diverse aree o comuni di appartenenza.
Il Coordinamento si propone di raccogliere le associazioni, i gruppi, i singoli, per dare loro più forza e sostegno sui temi dell'integrazione sociale delle persone disabili, assumendo o partecipando alle azioni che fino ad ora i vari gruppi sviluppavano singolarmente o con la partecipazione di altri portatori di interesse.
Il Coordinamento inoltre vuole promuovere e attuare azioni di collaborazione e di stimolo verso le istituzioni e verso la società per favorirne una maturazione sociale e culturale.
L'azione dei promotori del Coordinamento parte quindi dallo specifico dell'integrazione sociale, scolastica, lavorativa, delle persone disabili, ma nel darsi una denominazione è stato scelto di non richiamare questa specificità, in modo da avere uno sguardo più ampio in grado di comprendere anche altre situazioni di fragilità che come la disabilità chiedono integrazione nel tessuto sociale: "..riconoscere ad ognuno la dignità di persona..", recita infatti in apertura l'atto costitutivo del Coordinamento.
La storia dell'integrazione della persona disabile in provincia di Bergamo ha radici profonde che si innestano nelle esperienze di integrazione scolastica di questi trent'anni, negli inserimenti lavorativi, nella formazione all’autonomia.
Questa storia si è venuta confrontando nel corso degli ultimi anni con una riorganizzazione dello stato sociale che ha avuto a livello legislativo nella legge 328/2000 (Piani di zona) e nel Piano Socio Sanitario Regionale della Lombardia due elementi di primaria importanza, che non sono sempre in sintonia, soprattutto quando si passa dalle enunciazioni di principio alla definizione di prassi e di politiche con allocazione di risorse.
A livello organizzativo l'istituzione socio sanitaria ha visto numerosi cambiamenti; gli ultimi in ordine di tempo sono l'abbandono da parte dell'ASL della gestione diretta dei servizi per minori, degli inserimenti lavorativi, dei centri socio educativi e l'assunzione delle sole attività di programmazione, acquisto e controllo dei vari servizi. L'effetto di queste transizioni è la creazione di vuoti che spesso generano preoccupazione e che d'altra parte stimolano l'assunzione di responsabilità da parte dei soggetti.
Il Coordinamento vuole interpretare entrambi questi atteggiamenti costituendo un elemento di rappresentanza competente ed efficace per le istanze delle associazioni verso le istituzioni e verso la società, operando sia sul piano politico sia si quello culturale.
Il Coordinamento si è già attivato in alcune azioni importanti :
L’accompagnamento delle famiglie per far loro comprendere il valore e la grandezza della accoglienza del figlio disabile. La lunga storia d’amore e di condivisione che tante nostre famiglie hanno con il proprio famigliare più fragile, ha dato dignità a questo famigliare ed ha reso umana la sua vita.
La difesa della dignità di una persona "fragile" è un servizio che ogni famiglia fa non solo al proprio figlio ma a tutta la comunità di appartenenza, anche se quasi mai questo servizio viene riconosciuto e valorizzato. Infatti noi sappiamo che ogni volta che si evita o si elimina ad una persona una situazione di emarginazione è tutta la comunità che cresce e diventa più civile e meno barbara.
Una riflessione ed un incontro con dei dirigenti scolastici per trovare o recuperare quegli strumenti che permettano alle famiglie di ragazzi disabili di essere più presenti e propositivi nella scuola.
La convinzione che oggi la proposta dei Servizi per l’accoglienza dei disabili non autosufficienti e senza il sostegno famigliare, sia la riesumazione del vecchio modello dell’ "istituto" , pensato per ottenere il minimo costo ammassando le persone a multipli di 20, riducendo l’assistenza col "minutaggio" degli interventi e minimizzando gli aspetti relazionali.
Oggi nessuna famiglia si sente in pace se pensa al destino del proprio figlio in una di queste strutture. Perciò il Coordinamento ha iniziato a studiare i progetti realizzati in altre Province e Regioni che hanno portato ad accoglienze più rassicuranti, per esempio utilizzando le risorse economiche private messe in comune con la creazione di Fondazioni e di forme di mutualità ed utilizzando le capacità della cooperazione e delle Comunità religiose che accolgono secondo il modello famigliare.
Il Coordinamento ha già iniziato i contatti con la cooperazione e con altre professionalità per gli aspetti organizzativi, legali, economici necessari per sviluppare questa idea. La nostra idea è che questa progettazione debba svilupparsi in una ottica di sussidiarietà coi servizi e non invece con l’atteggiamento di "clienti" che tutto aspettano dai servizi.
Altre azioni ed incontri sono in programma sui Servizi Educativi, sui Piani di Zona, sul lavoro ed ancora sul "Dopo di Noi"
Nell'atto costitutivo del Coordinamento sono evidenziate le azioni che si intendono perseguire verso le famiglie, le associazioni e la società, le principali delle quali sono:
Favorire l’aggregazione delle famiglie in associazioni nei territori di appartenenza e lo scambio di esperienze e di collaborazioni con le altre associazioni.
Sostenere e valorizzare la famiglia perché possa pienamente e il più a lungo possibile svolgere il proprio ruolo di ambiente di relazione e di educazione
Favorire la nascita e la realizzazione di progetti che partano da chi direttamente vive le situazioni di bisogno, quali ad esempio i progetti per l’autonomia delle persone disabili e per la loro assistenza quando le famiglie non potessero più garantirne il sostegno.
I soci fondatori del Coordinamento hanno inoltre individuato alcuni temi, per ognuno dei quali è stato costituito un gruppo di lavoro con la partecipazione delle associazioni:
Mutuo aiuto, supporto alle nuove famiglie
Integrazione scolastica
Servizi per la formazione all’ autonomia delle persone adulte
Centri diurni per disabili
Inserimento lavorativo
Residenzialità per il "Dopo di noi"
Piani di Zona, tavoli tematici disabilità e contributo dei Comitati Genitori
Il Coordinamento è aperto a tutti coloro che ne condividono principi e finalità e vogliono dare il proprio contributo.
Per contatti, comunicazioni, confronti si può utilizzare questa email: coord.berg.integrazione@virgilio.it